Antenne, ecco la mappa
Diciassette i siti individuati per ospitare gli impianti di telefonia mobile
Tratto da il Corriere Adriatico, 25 gennaio 2010
San Benedetto. Sono ben diciassette i siti, alternativi fra loro, individuati per ospitare i nuovi impianti programmati da parte dei quattro gestori di telefonia mobile nei rispettivi piani di sviluppo da qui al 2012, sette possibili delocalizzazioni e altri otto impianti da modificare dei 37 già presenti sul territorio comunale.
In queste cifre c’è la sintesi della bozza del “Piano territoriale per l’installazione di stazioni radio base per la telefonia mobile nel Comune di San Benedetto”, ovvero il Piano delle antenne vagheggiato in città da circa un decennio e ora davvero vicinissimo alla realtà.
La bozza del Piano, redatta dalla ditta pisana Polab autrice di più di 300 progetti analoghi in 13 regioni italiane, è stata presentata giovedì e ieri sera in due assemblee pubbliche organizzate per illustrare il documento e sollecitare il confronto con i cittadini.
“Abbiamo assoluto bisogno di verificare se la direzione in cui ci stiamo muovendo risponde alle esigenze, senza dimenticare che la legge nazionale mette dei limiti ai movimenti che possiamo fare – dice l’assessore alle politiche ambientali Paolo Canducci – il primo scopo del piano è individuare i siti per i nuovi impianti, noi abbiamo voluto andare oltre, cercando anche la possibilità di delocalizzare i siti preesistenti che hanno destato maggiore allarme e contrasti. Mentre sui nuovi impianti le compagnie devono accettare la nostra scelta purché la copertura sia garantita al 100 %, sui vecchi impianti abbiamo bisogno della loro collaborazione”.
La delocalizzazione, come ha spiegato nelle assemblee il dottor Alfio Turco di Polab, non è tuttavia sempre la strada migliore e di conseguenza prescelta. Un esempio potrebbe essere il caso dell’antenna di via Roma, per la quale la bozza di Piano propone due soluzioni: la delocalizzazione appunto, che comporterebbe però l’installazione di due nuovi impianti, uno al cimitero e l’altro in via Paolini, per assicurare la medesima copertura; e il depotenziamento, che poi spesso altro non è che un adeguamento delle potenze fissate sulla carta in fase di progetto a quelle reali di utilizzo, generalmente inferiori al dichiarato.
E’ questo il motivo per cui le emissioni segnalate nelle simulazioni sono quasi sempre più alte di quelle poi rilevate sul campo, come il recente monitoraggio operato dall’Arpam ha confermato. Delocalizzazione è invece l’unica strada ipotizzata dal Piano per via San Giacomo: dai tre impianti attuali che ospitano le antenne di quattro gestori, si passerebbe a due, posizionati in aree di proprietà pubblica, il parcheggio comunale a sud e la rotatoria a nord.
Di Alessandra Licciardello.
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