Tratto da “Humanitas Salute”
Le esigenze di maggiore sicurezza negli aeroporti sembrano prevalere sui dubbi che riguardano l’utilizzo di questo apparecchio e la privacy. Ma ci sono anche alcuni interrogativi sui pericoli per l’organismo.
La decisione delle autorità italiane di allineare alcuni dei nostri aeroporti ai principali scali internazionali, introducendo l’uso del body scanner ha suscitato un acceso dibattito. L’apparecchio, che mette letteralmente “a nudo” il passeggero rilevando l’eventuale presenza di armi o esplosivi, è necessario secondo le forze dell’ordine per garantire la sicurezza di chi vola. Dopo il fallito attentato di Natale sul volo Amsterdam-Detroit infatti il sistema dei controlli ha scoperto più di una falla e il body scanner sembra essere l’unico modo per viaggiare davvero sicuri. E anche le proteste di chi denuncia una violazione delle regole sulla privacy sono state in qualche modo placate con questa giustificazione. C’è però un terzo aspetto, non meno importante: quello della salute. È stato il ministro Ferruccio Fazio in un’intervista alla Stampa a mettere in guardia sui possibili rischi comportati dalle radiazioni del body scanner. Il responsabile della Salute ha assicurato che tutte le verifiche in questo senso sono in corso e che trattandosi di un dispositivo simile a quelli a raggi X o agli ecografi utilizzati in medicina il via libera del suo ministero è necessario. Le radiazioni, conclude Fazio, possono in linea teorica presentare dei pericoli, soprattutto per bambini, donne in gravidanza e viaggiatori frequenti. Ne parliamo con i dottori Giorgio Brambilla e Giovanni Tosi, rispettivamente responsabile e fisico del Dipartimento di Diagnostica per Immagini di Humanitas.
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