Antenne. Nessun Pericolo
Tratto dal Il Secolo XIX
Acqui Terme. Il rischio di essere bombardati dalle onde “Cem”, un misto di elettricità e campi magnetici, per usare un linguaggio semplice, è sotto controllo. Anzi, allo stato attuale non esiste proprio. E questo con buona pace di tutti quegli acquesi che negli ultimi tempi si sono rivolti all’ufficio ecologia per lamentare situazioni sospette. A confermarlo sono i dati: la quindicina di antenne della telofonia mobile presenti sul territorio cittadino emettono un massimo di 2 volt per metro. Ossia un dato molto più basso a quello permesso dalla legge: 6 volt per metro.
A confermare la notizia, ieri mattina, è stato il professor Salvatore Caorsi dell’Università degli Studi di Pavia, oltre che membro del Centro nazionale interuniversitario fra campi elettromagnetici e biosistemi. Insomma un vero esperto che negli ultimi tre anni ha costantemente monitorato la città alla ricerca di ipotetiche situazioni pericolose.
«Abbiamo suddiviso la città in sei parti – ha spiegato il professore – e con la strumentazione idonea abbiamo attentamente monitorato tutte le situazioni». Ovviamente con maggiore attenzione le aree dove effettivamente le antenne erano e sono presenti. «Secondo la nostra analisi – ha aggiunto Caorsi – le zone dove la presenza di onde elettromagnetiche è praticamente nulla si trovano ai Bagni e anche oltre il fiume Bormida. Poi a Mombarone e San Defendente». Una zona della città quest’ultima dove, qualche anno fa, la popolazione aveva dato vita ad una dura protesta a causa dell’installazione di una mega-antenna proprio al centro della più grande ed importante rotonda del quartiere.
Una protesta che durò parecchi mesi, ma che al lato pratico non portò a nulla se non ad una crescente sensibilità al problema da parte dei cittadini. Da qui la scelta del Comune di avvalersi della collaborazione da Caorsi e del suo team. Secondo l’analisi presentata dal docente, la zona della città dove è presente il maggior numero di onde elettromagnetiche, anche se molto al di sotto della soglia consentita dalla legge, è il centro. Proprio qui infatti è concentrato il maggior numero di ripetitori. In particolare piazza Matteotti.
«Credo di poter affermare che l’allarmismo della popolazione sia ingiustificato. Non il livello di attenzione che deve rimanere alto proprio per evitare il nascere, in futuro, di situazioni veramente a rischio». Per questo motivo l’amministrazione comunale ha intenzione di redigere, entro l’estate, un vero e proprio regolamento nel quale specificare in maniera chiara i punti d’attrazione. Ovvero le are dove i gestori di telefonia saranno invitati a piazzare i nuovi ripetitori.
«Questo ovviamente sarà il nostro principio – spiega l’assessore all’ecologia Paolo Tabano – anche se vorrei fosse chiaro che il nostro potrà essere solo un suggerimento». La legge infatti concede ai gestori di telefonia di prendere accordi direttamente con i privati. Il che significa che se i pareri dell’Arpa (a cui spetta sempre l’ultima parola) saranno favorevoli, una nuova antenna potrà essere installa in aree anche non previste dal Comune. Va comunque specificato che, secondo quanto precisa la legge nazionale, antenne di ogni sorta non possono e non potranno essere sistemate su scuole, asili ed ospedali. Vale infine la pena di aggiungere che risulta essere rientrato anche il piccolo problema di sforamento registrato a Lussito, frazione della città dove sono concentrati i ripetitori delle reti televisive.
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