Rimini. Regolamento sulle antenne telefoniche è inapplicabile: è troppo “prudenziale”
Tratto da Romagnaoggi.it
RIMINI – A Rimini cambia il regolamento sulla protezione delle esposizioni ai campi elettrici, magnetici e elettromagnetici. Quello ‘iper cautelativo’ approvato nel 2006, infatti, contiene prescrizioni in contrasto alle norme nazionali tanto da essere “inapplicabile”, dice l’assessore comunale all’Ambiente, Andrea Zanzini, lunedì a margine dei lavori di commissione. Appena il vecchio testo venne pubblicato, quattro anni fa, erano scattati tre ricorsi al Tar.A ricorrere sono i gestori di telefonia mobile e da Roma il ministero aveva inviato una nota con cui si giudicavano diverse norme incompatibili. La seduta di questa mattina si e’ limitata ad una breve presentazione delle proposte di modifica, mentre il dibattito vero e proprio e’ previsto a partire dalla settimana prossima. Nel testo, comunque, abbondano i capitoli pronti ad essere rivisti. Evidenziati come ‘da revisionare’ sono, tra gli altri, i paragrafi sui tempi delle comunicazioni allo Sportello unico delle Attivita’ produttive (al momento sono previste almeno 45 giorni prima delle collocazioni).
Da riprendere in mano anche le distanze dai luoghi sensibili, i divieti di localizzazione (oggi valgono nelle aree per le attrezzature sanitarie, assistenziali e scolastiche, cosi’ come sugli edifici di valore storico) e il rilascio dell’autorizzazione subordinata alle soluzioni ‘leggere’, come gli interramenti, dal punto di vista degli impatti visivi. Completamente da riscrivere, infine, il capitolo sanzioni (per i superamenti dei limiti di esposizione o dei valori oggi si va da 1.033 euro a 309.874 euro).
In attesa di sviluppi, il tema dell’elettromagnetismo “non ci preoccupa”, prosegue Zanzini. “Il regolamento in questione e’ volontario, recepisce una serie di norme in via precauzionale: lo si produce piu’ che altro per definire bene la materia”, va avanti l’assessore. E comunque, “tutti gli anni eseguiamo, insieme con Arpa, test e monitoraggi sulle emissioni, che finora hanno rispettato i limiti di legge. In ogni caso, e’ l’Organizzazione mondiale della Sanita’ che ritiene ‘non testimoniabili’ eventuali danni alla salute da parte delle antenne elettromagnetiche”, chiude Zanzini.
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