Calci.Troppe antenne alla Cagnola. Intervista ad Alfio Turco
Tratto da LA NAZIONE, del 07/03/2010, Pag 11 - Cronaca: CALCI.
L’esperto: «Con più di un impianto, quella frazione sarà penalizzata»
L’AREA Il campo sportivo di via Arno alla Cagnola: qui vicino dovrebbero sorgere le antenne
- CALCI – «NOI nell’incontro con i cittadini abbiamo puntualizzato che due anni fa ci venne chiesta la validazione di un sito proposto e scelto da Telecom, ma solo per un’antenna. Invece ora abbiamo scoperto che è stata fatta richiesta da un secondo gestore e in questo caso qualche riserva ci sarebbe. Ma la questione così non si risolve: serve un piano di localizzazione delle antenne». A parlare è Alfio Turco, responsabile commerciale di Polab, specializzata nel settore dei campi elettromagnetici, chiamata in causa dal Comune di Calci per difendere la propria decisione di dare in concessione per dieci anni un’area pubblica, nei pressi del campo sportivo di via Arno, dove saranno installati impianti per la telefonia mobile.
Hanno da temere, dunque, i cittadini della Cagnola che accusano l’amministrazione di non aver tenuto di conto fino in fondo della salute pubblica?
«In assenza di siti alternativi e facendo confluire tutti gli operatori nello stesso luogo, anche se la somma dei valori di emissione elettromagnetica non ha una progressione lineare, è certo che si andrà a penalizzare la popolazione della zona in questione invece che ripartire su tutto il territorio bassi livelli di emissione».
Esistono spazi di manovra o soluzioni alternative?
«Allo stato attuale, data la legge nazionale e l’assenza a Calci di un piano di localizzazione, i gestori avrebbero gioco facile a far valere le proprie scelte. Luoghi migliori di quello? Dobbiamo considerare che l’Umts ha ambiti molto limitati e in via teorica spostare per esempio di cinquecento metri l’impianto vuol dire ridurre l’ambito di copertura. Ma solo valutando tutti i fattori e realizzando calcoli e simulazioni si può dare una risposta».
Per l’amministrazione comunale si tratta, dunque, di una patata bollente: è stata fatta una petizione popolare con centinaia di firme, è nato un gruppo su Facebook’ che non risparmia pesanti critiche alla giunta ed è sempre vivace il dibattito sul blog del giovane assessore Massimiliano Ghimenti, sensibile alle tematiche ambientali. Tante le domande proposte e alla fine l’ammissione dell’assessore: «Nella vita mi occupo di altre cose. Di certo non nasco imparato e come me credo anche i miei colleghi… della necessità di dotarsi di un simile regolamento (il piano di localizzazione delle antenne) qualche tecnico avrebbe dovuto informarci». E poi: «Se sull’antenna in qualche maniera abbiamo toppato anche noi, è stato involontariamente…». Tommaso Massei
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