Cresce la paura per le antenne «selvagge»

Tratto da il tempo.it

Daniela Lombardi

CERCEMAGGIORE La preoccupazione è che l’esposizione ad onde elettromagnetiche possa determinare l’insorgenza di patologie negli abitanti del paese. Il pericolo rappresentato dall’inquinamento elettromagnetico è ormai da tempo riconosciuto a livello scientifico, per questo i cittadini di Cercemaggiore vogliono essere tranquillizzati in merito alla presenza di antenne radiotelevisive e delle telecomunicazioni situate a ridosso del sito di Santa Maria del Monte, area molto vicina al centro abitato. Vogliono sapere, cioé, se corrano rischi per la salute o se l’esposizione a onde nocive sia sotto controllo. Già in passato l’istanza è stata manifestata attraverso una raccolta di firme per chiedere accertamenti appropriati e approfonditi all’amministrazione locale.

Oggi, attraverso la vicecoordinatrice del movimento degli «ecologisti democratici» Anna Spina, gli abitanti di Cercemaggiore tornano alla carica. Anche perché, tra gli interessi da tutelare, l’associazione oltre quello prioritario della salute segnala quello a preservare la bellezza di siti di interesse storico-artistico. La chiesa di Santa Maria a Monte, col suo portale in stile gotico, è appunto tra questi e gli ecologisti intendono porre l’attenzione anche sul pessimo impatto estetico delle antenne. «Nonostante l’emanazione della legge regionale 20 del 2006 che disciplina la tutela della popolazione dall’inquinamento elettromagnetico, solo 5 Comuni molisani su 136 hanno adottato il regolamento per la localizzazione degli impianti», spiega Anna Spina. Il documento in questione ha lo scopo di suddividere il territorio in zone nelle quali si stabilisce la possibilità o meno di installare impianti elettromagnetici. «Senza il rispetto delle norme è frequente trovare antenne radiotelevisive nelle vicinanze di aree di interesse storico o a ridosso di centri abitati, come nel caso di Cercemaggiore», è la polemica sollevata da Anna Spina. Un nuovo tema ambientalista va dunque ad aggiungersi a quello dell’«eolico selvaggio». Anche «antenna selvaggia» è un filone sul quale le associazioni di cittadini promettono una nuova battaglia. Del resto, la Regione ha attualizzato, nel marzo 2009, la legge a tutela delle popolazioni del 2006, dunque in base a tale nuova normativa vengono invocati ulteriori e più «pressanti» controlli. Come nel caso dell’eolico, però, non c’è contrarietà assoluta ai dispositivi da installare, ma solo la richiesta di avere regole precise da seguire per il bene collettivo.