San Benedetto del Tronto: nuovo piano antenne

San Benedetto La Riviera si è dotata di un Piano antenne. Dopo un lungo percorso anche il Comune sambenedettese ha un suo regolamento per la telefonia mobile.

L’iter era iniziato nel settembre 2009, quando il Comune affidò ad una ditta specializzata toscana, la Polab di Pisa, l’incarico di redigere il documento. La ditta svolse il suo incarico e a gennaio il documento è stato condiviso sia con gestori della telefonia sia con i cittadini a cui il piano fu presentato nel corso di due assemblee pubbliche.

Per la legge le antenne di telefonia mobile sono “opere di urbanizzazioni primaria” (equiparate quindi alle scuole, ai parchi pubblici, ai parcheggi e alle fognature) e i gestori possono richiedere l’installazione di antenne in ogni punto che reputino necessario per la copertura del segnale. La legge regionale del 2001 ha specificato però che il Comune può regolamentare le installazioni mediante un piano di localizzazione che garantisca comunque il servizio.

A San Benedetto si prevede che le future installazioni di antenne non potranno interessare scuole, parchi pubblici, impianti sportivi, ospedali e, in generale, le cosiddette “aree sensibili”.

Saranno invece privilegiati siti pubblici quali rotatorie, parcheggi e strade, oltre ad alcuni immobili comunali. Con l’introito degli affitti, il Comune finanzierà campagne di monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico e di informazione pubblica. E proprio in materia di controllo sull’inquinamento elettromagnetico, il Comune, tramite la Polizia Municipale, ha stipulato una convenzione con l’Arpam che ha prodotto i primi risultati, ampiamente positivi, già pubblicati in sintesi nel numero di gennaio 2010 del “Bollettino ufficiale municipale”.

In città sono attive 31 stazioni radio base per telefonia cellulare, cinque impianti per radiodiffusione, otto impianti per broadcasting televisivo, tre impianti Dvb–h, cioè per la diffusione di programmi Tv, radio e contenuti multimediali sui telefonini di ultima generazione. Quanto alle basse frequenze, l’indagine ha individuato una sottostazione ad uso ferroviario di Rfi con elettrodotti connessi, due sottostazioni Enel, un elettrodotto, gestore della rete di trasmissione nazionale di energia elettrica.