Sviluppo degli impianti sul territorio con il 5G: criticità per i Comuni

small cell L’imminente arrivo della tecnologia 5G rappresenta un momento epocale: lo sviluppo di servizi mirati, gestiti da una molteplicità di soggetti molto più variegata e numerosa di quanto lo sia mai stata nel passato, determinerà lo sviluppo delle reti per almeno qualche decennio, con uno stravolgimento di struttura della rete e densità di impianti sul territorio, che i Comuni sono già adesso chiamati a gestire.

Le scelte attuali delle Amministrazioni Comunali, che devono essere necessariamente fatte oggi, saranno fondamentali per lo sviluppo del proprio territorio: perdere l’occasione di pianificare ora significa, di fatto, rinunciare a definire gli obiettivi per la popolazione, sia in termini di fruibilità dei servizi che di tutela dal rischio di esposizione ai campi elettromagnetici.

Lo sviluppo del 5G nelle intenzioni dei governi

Il 18 luglio scorso 28 ministri europei hanno firmato a Tallinn una dichiarazione di intenti con lo scopo di:

  • semplificare le procedure amministrative per le installazioni
  • adattare i limiti di emissione elettromagnetica per favorire la rapida diffusione delle small cells
  • rendere meno onerosi gli affitti
  • prolungare il periodo d’uso delle licenze delle frequenze 5G in modo da aiutare i gestori ad ammortizzare gli investimenti.

In Italia l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha realizzato una indagine conoscitiva per comprendere la prospettive di sviluppo dei servizi 5G in ambito nazionale con il fine dichiarato di fornire input al legislatore sulle future normative necessarie allo sviluppo della nuova tecnologia 5G.

Le bande di frequenza superiori, che riguardano appunto la tecnologia 5G, diventeranno sempre più importanti visto che permetteranno di trasportare una maggiore quantità di dati, ma allo stesso tempo comporteranno una riduzione delle coperture degli impianti esistenti. La nuova tipologia di servizi necessiterà quindi di molti nuovi siti, e le reti diventeranno molto più fitte anche grazie ad un numero elevato di small cells, impianti con piccolo ambito di copertura, e quindi molto diffuse sul territorio.

Le small cells potrebbero anche risultare poco visibili, soprattutto in ambiente urbano: elemento di criticità ulteriore che rende ancor più necessario definire in anticipo il carico massimo di esposizione per ogni installazione.

Quali conseguenze per i Comuni?

Tutte le semplificazioni amministrative già approvate, e quelle ad oggi in discussione, ricadranno esclusivamente  sulle Amministrazioni Comunali che si troveranno a dover decidere in sempre minor tempo, con le seguenti aggravanti:

  • dover discriminare tra impianti per cui è necessario un iter amministrativo da quelli per cui sono previste delle deroghe e/o autocertificazioni
  • gestire un numero elevato di richieste da molteplici gestori

I Comuni che non pianificano, sono costretti ad accettare passivamente i piani di sviluppo dei gestori con le inevitabili conseguenze: aumento dell’elettrosmog, proteste e malcontento nella cittadinanza, nessun controllo sui canoni di locazione per i siti.

Cosa possono fare i Comuni in questa fase

In questa fase è di fondamentale importanza pianificare: il Piano Antenne Polab è lo strumento che consente al Comune di intercettare gli sviluppi della rete, programmarne l’ottimale localizzazione ed evitare sgradevoli sorprese.

 

 

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