Impianti sul territorio: il Regolamento non basta

criticità del regolamento comunale AntenneSono ancora numerose le Amministrazioni comunali che, per tutelarsi da richieste di installazione di antenne non desiderate, si limitano ad adottare un Regolamento comunale, privo di strumenti di reale pianificazione dei siti (Piano Antenne).

In generale il solo “Regolamento”, se non sostenuto da analisi e valutazioni tecniche (piano Antenne), è uno strumento debole. Infatti:

  1. non prevede un’analisi tecnica della necessità del gestore di installare altri impianti (mappe di copertura);
  2. non verifica preventivamente l’esposizione della popolazione che si otterrà con nuove richieste (calcolo e rappresentazione dei valori di impatto elettromagnetico);
  3. non consente di individuare localizzazioni alternative volte alla minimizzazione dalle esposizioni;
  4. non fornisce l’adeguata istruttoria tecnica (mappe di copertura e impatti elettromagnetici) che prova la validità tecnica di un sito alternativo scelto dal Comune;
  5. si presta a facili ricorsi, laddove eventuali siti alternativi scelti dal Comune non soddisfino completamente tutte le richieste dei gestori. I pronunciamenti della magistratura sono ricchi di esempi per cui un Regolamento di natura esclusivamente urbanistica non soddisfa alcuna delle esigenze tecniche intese come prioritarie dalla normativa nazionale.

L’indicazione di salvaguardare i siti sensibili semplicemente applicando una “distanza di sicurezza” indebolisce ulteriormente l’applicazione del regolamento.

Il percorso dei Regolamenti è superato nella pratica.

Unico strumento adeguato è il Piano di Localizzazione Antenne, integrato con strumenti di calcolo e di visualizzazione di scenari territoriali moderni (mappe di copertura, visibilità ottiche degli impianti, calcolo dei livelli di impegno della potenza di una Stazione Radio Base, ecc…), perché consente di ottemperare ai criteri di minimizzazione e quindi di tutela della salute, oltre alla definizione immediata dell’idoneità dei siti su cui possono essere installati gli impianti.

Affidarsi a criteri di tipo urbanistico, nei fatti, significa demandare ai gestori stessi la scelta delle localizzazioni.

La pianificazione scientificamente e tecnicamente corretta ottempera con un grado superiore al principio di precauzione e maggior tutela della salute.

Per punti, un Comune può:

  1. Redigere un Regolamento indicando criteri e metodi per una corretta installazione degli impianti;
  2. predisporre, sulla base dei programmi di sviluppo dei gestori, uno studio tecnico finalizzato alla individuazione dei siti che minimizzano le esposizioni;
  3. approvare il Regolamento ed il Piano puntuale con i siti che presentano i migliori requisiti per la popolazione, pur nel rispetto delle esigenze di copertura dei servizi.

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