TAR Toscana si pronuncia in favore del Comune di Lucca, dotato di Piano Antenne Polab

Il TAR Toscana si è pronunciato sul ricorso presentato da una società di telefonia mobile contro il Comune di Lucca.

Nei fatti, il Comune aveva annullato una richiesta di spostamento di un impianto di telefonia mobile in un nuovo sito individuato dall’operatore, in quanto tale sito non rientrava tra le scelte dell’Amministrazione e validate dal Piano Antenne approvato dal Consiglio Comunale.

La società aveva quindi presentato ricorso contro questo diniego, provando anche ad impugnare un articolo del Regolamento comunale che “vieta l’installazione di nuovi impianti in aree e siti diversi da quelli indicati nel Piano Comunale degli impianti”.

Il Comune si è difeso in giudizio dimostrando che le scelte localizzative contenute nel Piano Comunale degli impianti sono state individuate anche per dare risposta alle esigenze manifestate dai gestori con i loro programmi di sviluppo, e comunque non penalizzanti dal punto di vista della copertura dei servizi, come dimostrato da una adeguata istruttoria tecnica a supporto.

Il TAR ha accolto la difesa del Comune respingendo il ricorso del gestore, e asserendo che “i provvedimenti impugnati non impediscono lo svolgimento dell’attività di gestione della telefonia mobile svolta mediante gli impianti della ricorrente, la quale aspira ad una collocazione ritenuta maggiormente rispondente ai suoi interessi commerciali”.

In primo luogo, si conferma ancora una volta che il percorso del Piano Antenne Polab è inoppugnabile, in quanto riesce a dare evidenza dell’idoneità dei siti scelti, attraverso adeguate analisi tecniche.

In secondo luogo, il pronunciamento conferma anche un altro importante orientamento, e cioè che il Comune non è tenuto ad assecondare la ricerca del maggior profitto perseguita dal gestore: è facoltà del Comune, in altre parole, scegliere un sito alternativo a quello proposto dall’operatore, purché assicuri la copertura di servizi, anche se non il maggior profitto economico.

TAR Toscana n. 434 del 26 luglio 2018

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