Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica: una nuova conferma per il Piano Polab

Nell’ambito di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (ricorso amministrativo alternativo rispetto ai ricorsi giurisdizionali), la Presidenza della Repubblica ha respinto due ricorsi presentati da un gestore contro il Comune di Peccioli, dotato di Piano Antenne Polab. Il gestore si opponeva alla localizzazione individuata nel Piano Antenne, come alternativa alla richiesta formulata di “ammodernamento” di un impianto già esistente.

Il decreto del Presidente della Repubblica accoglie il parere vincolante del Consiglio di Stato del 13 marzo 2019, che si è espresso in senso favorevole al Comune e agli atti comunali impugnati dal gestore, tra i quali il Piano Antenne e la delocalizzazione prevista per l’impianto di cui si tratta.

In particolare, nelle memorie depositate, il Comune aveva manifestato che:

  • l’obiettivo specifico della localizzazione alternativa proposta era quello di garantire le coperture dei servizi e al contempo assicurare le condizioni di massima cautela per I’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici;
  • gli ammodernamenti di impianti che comportano un aumento di potenza irradiata (come nel caso di specie) sono da considerarsi come impianti che, sebbene ritenuti idonei prima dell’ammodernamento, devono seguire un nuovo iter di approvazione.

Due rivendicazioni da parte del Comune, dunque, molto importanti:

  • reclamare come proprio obiettivo, nella fase della pianificazione, quello di minimizzare l’esposizione ai CEM, purché questo non rechi pregiudizio alla copertura dei servizi;
  • specificare che occorre un iter di approvazione nuovo se un impianto viene riconfigurato con aumento della potenza irradiata, come tra l’altro sancito nella sentenza della Corte Suprema di Cassazione del 2013 (Comune di Corridonia).

Nonostante il Ministero dello sviluppo economico, chiamato a relazionare per il Consiglio di Stato nell’ambito del ricorso, nella fase iniziale si fosse pronunciato in favore del gestore, il Consiglio di Stato, a seguito della memoria difensiva presentata dal Comune, ha ribaltato la posizione del Ministero, rigettando i due ricorsi e formulando parere favorevole al Comune.

Il Presidente della Repubblica ha respinto i due ricorsi.

 

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