TAR Friuli: il Piano Polab resiste al ricorso

Una nuova sentenza in favore di un Comune dotato del Piano di localizzazione Polab.

Il Comune di Udine resiste ad un ricorso grazie al valore tecnico dello strumento pianificatorio adottato, che fissa le localizzazioni degli impianti sulla base di risultanze tecnico scientifiche impeccabili. Tuttavia, una di queste localizzazioni risultava in un sito non “gradito” ai ricorrenti.

Secondo il TAR Friuli Venezia Giulia, il sito individuato dal Piano per la localizzazione contestata, come per tutti gli altri, era stato adeguatamente valutato ed è pertanto legittimato dalle opportune analisi e valutazioni di carattere tecnico e di tutela dalle esposizioni elettromagnetiche: il Piano “ha dovuto tener conto di vari elementi e fattori di carattere generale e particolare, ed ha dovuto svolgere il coordinamento delle istanze dei diversi gestori, contemperando così le diverse esigenze ambientali, radioprotezionistiche, di efficienza della capillare copertura di rete. In particolare, il regolamento ha dovuto comporre lo stato attuale delle reti di telefonia e del loro collocamento territoriale, la presenza di edifici con altezze rilevanti, i siti “sensibili”, i calcoli previsionali di impatto elettromagnetico delle SRB, l’analisi dei piani di sviluppo presentati dai gestori e l’individuazione di eventuali aree di sviluppo della copertura di rete, l’analisi delle aree di proprietà comunali convenientemente utilizzabili per l’installazione di stazioni radio base e l’analisi dell’impatto elettromagnetico globale del piano”.

Prosegue il TAR che “va ulteriormente osservato che il Comune ha regolamentato la collocazione degli impianti, al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, ma che tale funzione non può essere svolta sulla base di “pressioni emotive” legate a generiche preoccupazioni per lo sviluppo del fenomeno e la sua presunta pericolosità, ma di risultanze scientifiche acquisite attraverso un’istruttoria idonea a dimostrare la ragionevolezza di misure ulteriormente limitative e la loro idoneità rispetto al fine perseguito”.

TAR Friuli n. 39 del 27 gennaio 2020

 

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