Gestione delle installazioni degli impianti 5G e tecnologie precedenti: quali ruoli e soggetti coinvolti?

Nel quadro generale di confusione che si sta ingenerando e circa i ruoli coinvolti, istituzionali e non, riteniamo utile fornire alcune chiarificazioni sulla modalità di applicazione delle recenti novità normative e tecnologiche (5G) e la gestione complessiva della tematica riguardante i piani comunali delle antenne.

Da più parti si afferma che le Amministrazioni Locali dovranno guidare il processo e pianificare la migliore dislocazione degli impianti, cosa che peraltro tanti Comuni italiani fanno già da molti anni.

Ma quali processi e quali soggetti possono essere messi in campo?  

Innanzitutto percorsi validati e consolidati che negli anni hanno maturato un accreditamento anche in termini di pronunciamenti giuridici a favore dei Comuni e che hanno costruito le procedure introdotte in tante norme regionali. Quindi non regolamenti di stampo puramente urbanistico o analisi tecniche non comprensive del quadro generale che, lo ricordiamo, contempla anche passaggi amministrativi.

E neanche consulenze estemporanee ed occasionali.

Tra queste includiamo anche quelle proposte da soggetti istituzionali demandati ad attività di vigilanza e controllo.

Giova a tal fine ricordare che un parere dell’Arpa è finalizzato a verificare che l’impatto elettromagnetico di un impianto non superi i valori limite previsti dalla normativa statale: poiché la Legge Quadro 36/01, anche nella nuova formulazione confermata dalla Legge n.120/2020 di conversione del DL n. 76/2020, stabilisce che l’obiettivo della regolamentazione comunale è la MINIMIZZAZIONE dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, si tratta di gestire un processo ben diverso e più articolato dalla mera verifica di una pratica (“I comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici  […]”).

Processo che Polab da quasi un ventennio attua a favore di molti Comuni della Toscana e di altre Regioni italiane.

Qual è dunque la motivazione per cui una Amministrazione Comunale dovrebbe scegliere di regolamentare il processo di infrastrutturazione con un Programma comunale di Localizzazione, affidandosi ad un soggetto terzo?  Semplicemente perché il parere ambientale ARPA non è sufficiente a garantire il minimo livello di esposizione, neanche se esprime delle prescrizioni per la riduzione a conformità (diversa dalla minimizzazione) mentre la pianificazione con un soggetto qualificato deve approfondire tutti gli aspetti di gestione e attuazione del piano a supporto dell’Amministrazione Comunale.

È quindi evidente che i due ruoli, quello di consulente e quello di controllore, debbano rimanere ben distinti. Come è altrettanto chiaro che non sia possibile confondere un parere di diniego (anche se corredato da eventuali prescrizioni) con un’azione volta alla minimizzazione; questo obiettivo è perseguibile anche per tutte quelle richieste che ottengono comunque un parere Arpa positivo.

Le caratteristiche del consulente che possa supportare adeguatamente le Amministrazioni nel processo di pianificazione sono molteplici. Principalmente deve garantire competenza e preparazione specifica, nonché esperienza pregressa in modo da poter far fronte alla casistica più ampia, anche su tutto il territorio nazionale. Il know-how necessario per la pianificazione delle reti di telefonia per conto delle Amministrazioni comunali è specifico ma non può essere limitato agli aspetti tecnici: gli uffici comunali hanno necessità di supporto anche per quanto riguarda i procedimenti amministrativi interni e il mantenimento delle relazioni con gli operatori.

Naturalmente deve essere anche del tutto estraneo agli interessi delle compagnie private che gestiscono le frequenze, i servizi e le installazioni di impianti. Tale estraneità garantisce che le soluzioni proposte al Comune siano tempestive, imparziali, trasparenti, e in grado di assicurare il solo interesse pubblico, non essendo coinvolti gli interessi privati dei gestori.

E deve essere anche diverso dal controllore istituzionale.

Sottolineiamo che da un punto di vista strettamente tecnico, la pianificazione comunale deve tenere conto contemporaneamente delle reti complessive di tutti i gestori attivi sul territorio, dando evidenza dei carichi elettromagnetici, su tutti gli edifici e sui siti sensibili, e proiettati anche sulle diverse soluzioni localizzative praticabili, integrando anche di anno in anno le nuove richieste di installazione/riconfigurazione/modifiche, e potendo discriminare tra una molteplicità di tipologie di richieste ed autocertificazioni provenienti da una variegata gamma di soggetti privati (gestori di frequenze, tower-companies, fornitori di servizi).

 

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