Inchiesta sull’uomo ammalato dopo 7 ore al giorno di cellulare
Tratto da www.corriere.it
Guariniello apre un fascicolo sul caso di un torinese 45enne. Gli scienziati divisi sui pericoli
Sette ore al giorno per 20 anni. Telefonate di minimo dieci minuti l’una. E la notte, cellulare acceso, in carica, a 50 centimetri dalla testa. Chiamate anche notturne. Mai usato vivavoce o auricolare. Apparecchio sempre attaccato all’orecchio. Poi all’improvviso, non riconosceva le persone, saliva in macchina cercava di accenderla e non ci riusciva e così via.
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